Secondo le più accreditate teorie antropologiche, tra i 4 e i 7 milioni di anni fa alcuni primati, nonchè nostri lontani antenati, hanno abbandonato la quadrupedia e cominciato ad assumere la stazione eretta. Questa scelta si pensa sia stata condizionata dal minor dispendio energetico della bipedia e dal sempre più proficuo uso delle mani per forgiare e usare utensili.

Il prezzo da pagare però è stato un aumento delle tensioni a livello della colonna vertebrale, la quale si è dovuta adattare alla posizione verticale tramite la comparsa di peculiari curve, dette lordosi e cifosi, e ai nuovi vettori di carico assiale. Tutte queste modifiche e conseguenti tensioni muscolari e legamentose sono la primaria causa dell’insorgenza della lombalgia.

Simpatica raffigurazione del passaggio da quadripedia a bipedia, fino alla posizione da seduto.

La lombalgia è una patologia molto comune e si stima che sia la causa principale di morbosità, assenza dal lavoro e spesa sanitaria nei paesi sviluppati. E se non bastasse, dai dati dell’ISTAT si evince che il 90% degli italiani viene colpita almeno una volta nella propria vita dal mal di schiena.

Ma quali sono le cause della lombalgia?

Le cause sono svariate, e spesso i sintomi variano da individuo ad individuo. Paradossalmente, in alcuni casi si assiste al contrario, e la comparsa di sintomi molto simili è dovuta causata dalla presenza di patologie molto diverse. Tutto questo rende la diagnosi differenziale molto difficile, specie se in assenza di indagini strumentali.

Di seguito, riassumeremo in linea di massima le 10 cause principali di lombalgia:

1. Ernie e protusioni discali

L’aumento del raggio del disco intervertebrale (in inglese bulging) o la sua rottura, con conseguente fuoriuscita del nucleo polposo (ernia al disco), costituiscono la causa primaria di lombalgia. Questi infatti esercitano una pressione sul retrostante midollo spinale e sui suoi nervi.

Lo schiacciamento di questi tessuti nervosi evoca un dolore tagliente, bruciante e ben localizzato nella schiena e irradiato all’arto inferiore. Nei casi cronici invece, il dolore diventa più diffuso e poco localizzato, con torpore e formicolio che può arrivare fino al ginocchio e al piede.

2. Contratture muscolari

Differenza tra tessuto muscolare contratto (sopra) e sano (sotto)

Una comune causa di lombalgia è rappresentata dalle disfunzioni muscolari. Una postura errata, un viscere malfunzionante o un osso in posizione afisiologica possono indurre uno stiramento o una contrazione costante di uno o più muscoli e le rispettive fasce connettivali. Ciò causerebbe dolore acuto e ben localizzato nella zona lombare, lì dove alloggia il muscolo disfunzionale.

Ne sono un esempio i dolori causati da spasmi del muscolo ileopsoas, dal quadrato dei lombi o dei muscoli paravertebrali.

Tavolta in alcune aree anatomiche la contrattura persiste fino a diventare cronica. Si fomano così dei “grumoli” di fibre muscolari chiamati trigger points (tradotto: punti grilletto). La stimolazione di questi punti evoca forti dolori, che a volte si estendono anche in aree anatomiche lontane, ma funzionalmente correlate.

3. Postura

Come già accennato sopra, una postura scorretta promuove uno sbilanciamento miofasciale che porta alla comparsa sia di dolori muscolo-tendinei, sia di alterazioni articolari che generano contratture e stiramenti.

In questa categoria rientrerebbero anche le posture assunte quando si usa per troppo tempo il cellulare e atteggiamenti posturali da seduti, come quando si lavora al computer o si passa troppo tempo sul divano. In questi casi i dolori sono gli stessi delle contratture muscolari, con l’aggiunta di sporadiche irradiazioni agli arti.

4. Traumi sportivi, occupazionali o da incidenti

Contusioni, distrazioni, lacerazioni, e tutti gli eventi traumatici possono causare danni al sistema muscolo-scheletrico. Nella fase post-traumatica comincia l’infiammazione delle strutture lesionate, processo fondamentale per la rigenerazione dei tessuti. Questa infiammazione evoca dolore e bruciore nelle zone lesionate e circostanti il trauma.

5. Infiammazione del nervo sciatico

Decorso del nervo sciatico attraverso il pavimento pelvico

L’infiammazione del nervo sciatico è di frequente provocata dalla presenza di ernie lombari. In alcune istanze invece, le cause sono da ricercare nei muscoli che delimitano il passaggio del nervo sciatico al di fuori del bacino. Ad esempio, una contrattura del muscolo piriforme può determinare uno schiacciamento dello sciatico e indurre una sciatalgia da piriforme che arriverebbe fin sopra le natiche, mimando un mal di schiena.

6. Stenosi del canale vertebrale e spinale

Stenosi (restringimento) del canale vertebrale causato da crollo vertebrale di L1

Per stenosi si intende il restringimento di un canale. In questo specifico caso ci si riferisce al restringimento o del canale vertebrale (lungo il quale passa il midollo spinale) o del canale spinale (attraverso il quale fuoriescono i nervi spinali). Questi ristringimenti sono la maggior parte delle volte dovuti ad artrosi. Altre cause possono essere crolli vertebrali, spondilolistesi, tumori, artrite reumatoide e morbo di Paget.

In caso di stenosi la sintomatologia è costituita da dolori intensi e poco localizzati alla schiena e lungo l’arto inferiore, affiancati da formicolii e perdita di forza muscolare.

7. Scoliosi

Rappresentazione schematica di una colonna sana (sinistra), con scoliosi dorsale (centro) e lombare (destra)

La scoliosi è un’alterazione strutturale molto diffusa che incide negativamente sulla meccanica del rachide. Di conseguenza si manifestano diversi quadri disfunzionali già discussi sopra, come ad esempio le contratture e gli stiramenti muscolari.

La rotazione afisiologica delle vertebre di un paziente con scoliosi aumenta il rischio di formazione di ernie e stenosi canalari. La postura globale ne risente enormemente, andando a gravare non solo sulle catene muscolari, ma anche sul sistema vestibolare. Le lombalgie da scoliosi quindi seguono la sintomatologia delle disfunzioni secondarie all’alterazione strutturale del rachide.

8. Stati emozionali alterati (depressione-ansietà)

Non è un segreto che la depressione è una malattia.Talvolta si sorvola sulle problematiche riguardanti la psiche per dare più peso ad altre disfunzioni, senza considerare che queste possano essere diretta conseguenza degli stati emozionali del paziente. La lombalgia cronica da depressione o stress/ansia è una patologia più comune di quanto si pensi. A rendere difficile la su adiagnosi è l’aspecificità della sintomatologia, la quale mima altre patologie.

9. Gravidanza

Cambiamenti adattativi del rachine durante la gravidanza.

La gravidanza è un’evento che porta con se molte gioie, emozioni e, ebbene si, anche dolori. Negli ultimi mesi di gravidanza infatti il corpo inizia a rilasciare nel sangue una molecola chiamata ossitocina. Questa, oltre ad altre funzioni da neurotrasmettitore, funge da “ammorbidente” sulle articolazioni. Questa funzione facilita l’accoglienza intrauterina al bambino e aumenta la flessibilità articolare prima e durante il parto. Con l’aumento della flessibilità articolare però, accrescono anche le tensioni legamentose, percepite dal sistema nervoso centrale come dolorose. Si parla in questi casi di lombalgia da gravidanza.

Va da sé che il peso del bambino non aiuta, in quanto grava proprio sulle vertebre lombari, determinandone una iperesetensione. Talvolta, questa sintomatologia persiste per mesi anche dopo il parto, ed è costituita da dolori diffusi e poco localizzati in zona lombare e sacrale.

10. Patologie infiammatorie e sistemiche

Lombalgia da calcoli renali

Ulteriori condizioni causative della lombalgia sono le malattie infiammatorie e sistemiche. In questa categoria rientrano le fibromialgie, l’endometriosi, i calcoli renali, le spondiliti, asciti, ecc.

Per concludere, l’osteopatia è un’ottima alternativa ai trattamenti chirurgici e farmacologici impiegati come procedura standard dal personale sanitario. Infatti si può guarire dalla lombalgia, se in assenza di patologie gravi (come nel punto 10), semplicemente con terapie manipolative e/o conservative.

Trattamento osteopatico delle vertebre lombari, sovente causa di lombalgia acuta.

È infine doveroso ricordare che la collaborazione tra l’osteopata e il medico generale/specialista è di fondamentale importanza, sia per la risoluzione del mal di schiena che per le condizioni patologiche che ne richiamano i sintomi.

Se anche tu soffri di lombalgia/sciatalgia inviami subito un messaggio su WhatsApp o contattami al numero 351 527 6006 e prenota una visita oppure richiedi una consulenza osteopatica gratuita. Insieme capiremo qual’è il il problema che si cela dietro la lombalgia e se il trattamento osteopatico è indicato o meno.

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